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Ecobonus, lo sconto in fattura resta per i lavori in condominio sopra i 200mila euro


Lo sconto immediato in fattura resterà in piedi solo per gli interventi di riqualificazione energetica di aree comuni degli edifici condominiali di importo superiore a 200mila euro. Lo prevede un emendamento al disegno di legge di Bilancio 2020 approvato durante la seduta notturna dalla Commissione Bilancio.
Una soluzione intermedia, giunta con l'approvazione dell'emendamento 8.2000, testo 11 presentato dalla senatroce M5S Elisa Pirro, che arriva dopo l’approvazione di un altro emendamento, a firma della senatrice FI Roberta Toffanin, che invece prevedeva l’abrogazione totale della misura.

Ecobonus e sismabonus, lo sconto in fattura dal 2020
La possibilità di richiedere all’impresa che realizza i lavori lo sconto alternativo all'ecobonus e al sismabonus resterà in vita fino al 31 dicembre 2019. Dal 2020, cioè da quando entrerà in vigore la Legge di Bilancio, questa chance sarà limitata all'ecobonus per i lavori sulle parti comuni degli edifici condominiali di importo superiore a 200mila euro.

L'emendamento approvato prevede che si potrà chiedere lo sconto in fattura solo per le ristrutturazioni importanti di primo livello, di importo superiore a 200mila euro, realizzate sulle parti comuni dei condomìni. Come indicato dal DM 26 giugno 2015 sul calcolo delle prestazioni energetiche e i requisiti minimi degli edifici, si tratta degli interventi che, oltre a interessare l’involucro edilizio con un’incidenza superiore al 50% della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, comprendono la ristrutturazione dell’impianto termico per il servizio di climatizzazione invernale e/o estiva asservito all’intero edificio.

Non sembra aver trovato spazio, invece, l'ipotesi dell'accredito sul conto alternativo alla detrazione.
 
Sconto in fattura, i favorevoli all’abrogazione
Il panorama politico e imprenditoriale è diviso sull'argomento. La senatrice FI Roberta Toffanin, firmataria dell’emendamento per la totale abrogazione, ha espresso soddisfazione dopo l'abrogazione dichiarando, dalla sua pagina Facebook, che “si mette fine ad un obbrobrio legislativo dello scorso Governo che obbligava le imprese a fare da banche allo Stato”.

Confartigianato ha commentato l’approvazione dell’emendamento Toffanin come “una vittoria per la battaglia che Confartigianato conduce da mesi contro una misura che provoca gravi effetti distorsivi della concorrenza e penalizzanti per le piccole imprese”.
 
Emanuele Orsini, presidente di FederlegnoArredo, ha scritto in una nota che “FederlegnoArredo vince una importante battaglia per eliminare una misura dannosa per le nostre imprese e che avrebbe messo a rischio interi settori”.

Anche CNA ha salutato l'abrogazione come  "una grande vittoria" e ha espresso soddisfazione per il passaggio di una linea di fermezza e chiarezza senza compromessi.

Soddisfatta anche Assites, Associazione Italiana Tende, Schermature Solari e Chiusure Tecniche, aderente a Finco, che sul tema ha svolto tre audizioni.
 
Sconto in fattura, Ance favorevole alla soluzione intermedia
L'Associazione nazionale costruttori edili (Ance) ieri ha giudicato un errore l'approvazione dell'emendamento Toffanin. In una nota diramata subito dopo i costruttori edili hanno chiesto la modifica della norma, proponendo di escludere dallo sconto in fattura gli interventi di importo limitato e di mantenere il meccanismo per le operazioni superiori.

Anche il senatore M5S Gianni Pietro Girotto, dopo aver commentato l'approvazione dell'emendamento Toffanin come “un risultato importante e rassicurante", ha affermato dalla sua pagina Facebook l'importanza di “individuare nel più breve tempo possibile uno nuovo strumento di rilancio degli interventi di riqualificazione energetica, realizzazione di impianti rinnovabili sugli edifici e consolidamento sismico” garantendo “il raggiungimento di interessi comuni, sia dal lato del consumatore che da quello delle imprese”. Affermazione che lascerebbe intendere la volontà di ricercare una soluzione di compromesso.

Scontenta, invece, Fondazione Inarcassa. "Se da una parte apprezziamo il ripensamento da parte del Governo, dall’altra non possiamo ritenerci pienamente soddisfatti di questa misura correttiva che impone una soglia troppo alta, un ostacolo all’accesso dei nostri professionisti all’incentivo fiscale”. Questo il commento di Egidio Comodo, Presidente della Fondazione Inarcassa, all'emendamento alla manovra che ha dapprima abrogato lo sgravio in fattura di eco-bonus e sisma-bonus (già introdotto con l'art. 10 del dl crescita), e poi parzialmente riconfermato la misura con l'introduzione di una soglia di 200mila euro.
 
Ecobonus e sismabonus, il movimento contro lo sconto in fattura
Ricordiamo che la misura dello sconto immediato in fattura, entrata a regime in estate, è stata contestata da subito dalle piccole e medie imprese.
 
A ottobre il Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, ha promesso una modifica con la Legge di Bilancio e l’avvio di un tavolo tecnico.
 
A novembre, dopo numerose richieste delle imprese e la presentazione di alcuni disegni di legge per la modifica o l’abrogazione della norma, è iniziato il confronto col Governo, che ha ammesso di non aver ponderato bene gli effetti della misura.
 
Sempre a novembre, l’Antirust si è pronunciata a sfavore dello sconto in fattura, ritenendo lo strumento pericoloso per la concorrenza. Da ultimo, una risoluzione dei giorni scorsi, approvata dalla Commissione Industria del Senato, ha annunciato una correzione per tutelare le imprese.

Unica voce fuori dal coro è stata fino ad ora Fondazione Inarcassa, che ritiene lo sconto un’opportunità ed una garanzia di trasparenza per il lavoro dei liberi professionisti.

Per la conferma definitiva della cancellazione, resta ora da attendere l’approvazione definitiva della legge di Bilancio.


Fonte: edilportale.com

 

 

 

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