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Energia da fonti rinnovabili, i dati sul fotovoltaico in Italia

Chi all’arrivo della bolletta non ha mai pensato: “e se l’energia la producessi da solo?”. Un desiderio di molti consumatori, che cominciano ad essere attratti dalla possibilità di risparmiare qualcosa non più solo scegliendo tra operatori come Eni, Enel, Sorgenia e così via, ma anche optando per forme di auto produzione di energia come il fotovoltaico.

Infatti, secondo alcuni dati, tra coloro che cercano di risparmiare sui costi di luce e gas scegliendo tariffe vantaggiose, sono sempre di più quelli che sceglierebbero di installare sul tetto di casa un impianto fotovoltaico e sempre di più sono le possibilità di investire nell’auto produzione, dato che i costi del kWh provenienti da fonti rinnovabili calano. Tuttavia, se si pensa di istallare un impianto, non si deve riflettere solo sui costi dell’energia prodotta, ma anche sui cambiamenti relativi alla normativa, in via di completamento, che potrebbe modificarsi a sfavore del fotovoltaico: questo a causa delle pressioni dell’AEEG e del MiSE relativamente alla possibilità di far pagare oneri di rete e sistema anche sull’energia auto prodotta.

In ogni caso, nella ricerca Eclareon “PV Grid Parity Monitor Report” sono stati raccolti dati sulla situazione di parità tra i prezzi dell’energia autoprodotta e quella acquistata da rete: una situazione che è difficile da vedere più nel settore commerciale che in quello residenziale, in virtù del fatto che spesso alle aziende si riservano tariffe più convenienti sulla base di un maggior consumo di energia.

Il report allora si concentra, dopo aver lo scorso anno guardato al comparto residenziale e pensando a impianti da 3kW da confrontare con le tariffe del mercato, ad analizzare la situazione delle imprese, immaginando la situazione di impianti da 30 kW. L’Italia è in una fase molto vantaggiosa, in gergo grid parity, anche nel comparto commerciale che come abbiamo visto fa più difficoltà.

Stando alla ricerca sopra citata, il costo livellato dell’elettricità si è molto abbassato negli ultimi sei mesi del 2013, con la Francia in testa per una discesa del 25% e l’Italia con un -20% circa. Le tariffe dell’energia fornita dai principali operatori mondiali sono invece salite, toccando in Francia quasi un +10%: in Italia, sebbene di pochissimo, le tariffe si sono innalzate nello stesso periodo. Insomma, per l’Italia è di certo un momento buono per puntare sul fotovoltaico nel comparto aziendale in tutta Italia, e non solo nelle regioni del Sole.

Ma come si anticipava in precedenza, il rischio è che la normativa punisca tali investimenti, come del resto accaduto in Spagna per il commerciale, in questo Paese non c’è una normativa relativa allo Scambio sul Posto.

In Italia il meccanismo di Scambio sul Posto permette infatti ai privati che producono energia rinnovabile di immettere in rete l’energia in sovrabbondanza e non consumata al momento della sua produzione: ciò consente al produttore di soddisfare i consumi quando ne ha necessità, a fronte di un contributo da versare ogni anno al Gestore dei Servizi Energetici per prelevare energia dalla rete.

Si tratta di un meccanismo in fase di revisione che al momento offre vantaggi in Italia per chi possiede un impianto con potenza fino a 20 kW (o di 200kW se attivi dal gennaio 2008) o un impianto di cogenerazione ad alto rendimento fino a 200 kW. L’adesione va richiesta al Gestore dei Servizi Energetici e a meno di comunicazioni alternative da parte di chi vi aderisce, viene rinnovata ogni anno.

Un’ottima situazione per chi vuole investire nel fotovoltaico si riscontra in Messico e in Brasile, dove la legge sembra tutelare invece l’auto produzione di energia, che tuttavia non fruisce dei benefici di grid parity. Insomma, chi ha il pane, non ha i denti.

Ma l’Italia sotto questo aspetto può ancora sperare in bene: i tassi di sconto sono buoni, di contro le tariffe di rete sono elevate. Da non sottovalutare anche la favorevole situazione della radiazione solare e l’attuale normativa sulle reti private e sui Sistemi Efficienti di Utenza.

Se il quadro normativo resterà così, il mercato degli impianti fotovoltaici non porterà solo vantaggi nelle tasche dei risparmiatori italiani, ma anche molti posti di lavoro.

 

Fonte: infobuildenergia.it

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