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Incentivi Rinnovabili: probabile allungamento dei tempi di pagamento


Lo ha annunciato il Ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, giovedì scorso durante il suo intervento a Radio 1, anticipando che il Governo sta pensando ad un allungamento (forse a 30 anni) del periodo di pagamento degli incentivi, che attualmente è di 20 anni.
 
Gli incentivi alle rinnovabili - ha ricordato il Ministro - pesano “per poco meno di 12 miliardi di euro l’anno sulle bollette di famiglie e imprese e dovremo pagarli ancora per 18 anni; noi allunghiamo questo periodo e spalmiamo questo meccanismo”.
 Le nuove norme - ha detto Zanonato - porteranno subito 3 miliardi di euro alle famiglie e alle imprese in termini di riduzione del costo dell’energia. “L’abbassamento del costo dell’energia non è un miracolo” - ha aggiunto il Ministro Zanonato - dal momento che “il parco delle rinnovabili in Italia è unico a livello europeo”.
 Il Ministro ha infine dichiarato che le norme saranno comprese nel ‘Decreto del Fare 2’.

Le reazioni
Per Assoelettrica, le proposte del Ministro Zanonato per diluire il peso degli incentivi alle rinnovabili sono ‘un elemento positivo’. “In questo modo - commenta il presidente dell’associazione delle imprese elettriche Chicco Testa - si potrà alleggerire il peso che grava nelle bollette dei cittadini e delle imprese senza per questo tagliare gli incentivi concessi a operatori che hanno investito nelle rinnovabili sulla base di prospettive di redditività certe”.
 
Diversa la posizione di ANIE/GIFI: “centinaia di migliaia di impianti fotovoltaici - dichiara Emilio Cremona, Presidente ANIE/GIFI - sono stati costruiti in Italia a fronte di un impegno dello Stato, ovvero il Conto Energia, e di un business plan calibrati su 20 anni. Gli errori fatti nella strutturazione del debito non sono da attribuire ai cittadini e alle imprese ma alla legislazione che non ha saputo gestire adeguatamente la distribuzione degli incentivi”.
 
“Ogni intervento mirato ad una gestione ottimizzata del debito - continua Cremona - deve essere strutturato in modo da tutelare, e non affossare, i cittadini, le imprese e la filiera industriale generata dal fotovoltaico, circa 100mila occupati finora rimasti attivi, allo scopo di non danneggiare la credibilità del Sistema Paese per gli investimenti in tecnologie per le fonti rinnovabili”.
Fonte: edilportale

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