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Italiani sempre più ambientalisti

L'inchiesta, dal titolo 'Ambiente, inquinamento e green economy', ha interessato duemila cittadini. "I cittadini sono piú consapevoli di un tempo della necessitá di avere comportamenti virtuosi rispetto all'ambiente. - spiega il direttore di Ipr Antonio Noto - Alla domanda 'quali istituzioni fanno di più per la tutela dell'ambiente, un 23% ha risposto nessuna mentre solo l'1% ha indicato i partiti. Non vanno meglio il governo (6%), gli enti locali (7%), l'Unione europea (19%). La fiducia, invece, in questo caso va alle associazioni ambientaliste, indicate da un 53%. A fare da contraltare alla convinzione della scarsa affidabilitá di politica e istituzioni in materia ambientale è una profonda coscienza 'verde' ormai radicata negli italiani, tanto da considerare le scelte 'green' non solo un necessario modello cui improntare lo stile di vita ma anche un settore di sicuro sviluppo economico". In generale, infatti, un 84% degli intervistati dimostra di avere percezione del problema del riscaldamento globale e un 81% lega il fenomeno alle attivitá umane. Nel dettaglio delle singole questioni, alla domanda se l'ambiente in tempi di crisi possa essere considerato una opportunitá o un vincolo l'80% ha risposto un'opportunitá per un sistema nuovo piú attento a evitare sprechi.  Contro il 15%, che ha parlato di un vincolo perchè in tempi di crisi l'attenzione per l'ambiente passa in secondo piano. Ancora, con la crisi crescono le opportunitá per la green economy in termini di crescita di produzioni verdi, riorganizzazione di trasporti e edilizia, uso di fonti rinnovabili? Il 73% condivide molto o abbastanza il concetto, solo il 23% invece non lo fa. Alla domanda secca se la green economy creerá nuovi posti di lavoro ha risposto positivamente un 72%, contro un 19% che considera l'ipotesi poco credibile. Alla questione se una politica piú ecologica corrisponderebbe comunque a uno stile di vita con meno sprechi, piú sano e piú sobrio un 84% si è dichiarato positivamente. Solo un 12% ha avuto un atteggiamento negativo. L'elenco delle urgenze, poi, è indicativo: un 97% indica la riduzione dei rifiuti, un 96% sprecare meno materie prime, un 95% sprecare meno acqua, un 95% spostarsi con mezzi meno inquinanti, un 85% tassare le attivitá inquinanti. Infine, uno stile sostenibile sembra un dato ormai acquisito dal Paese a prescindere. Il campione della ricerca rivela di aver organizzato giá negli ultimi anni la propria vita in modo da buttare meno cibo (64%), ridurre i consumi (60%), sprecare meno acqua (58%), ridurre i rifiuti (53%), comprare meno carne (32%), preferire mezzi ecologici per gli spostamenti (30%). (s.f.)

fonte: zeroemissio.eu 

 

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